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Da sempre credo in un nuovo ruolo dell’atleta, e ve ne voglio parlare, dopo avere ricordato qualche data e gli incarichi dirigenziali che ricopro nell’ambito delle organizzazioni sportive internazionali ed italiane.

2010 - Eletta membro onorario del CIO al termine del suo mandato come membro.

Manuela di Cente insignita dell'Ordine Olimpico2010 - Insignita dell' "Ordine Olimpico" per gli importanti servizi resi al movimento olimpico.

2009 - Eletta membro della Giunta Esecutiva del C.O.N.I. per il quadriennio 2009-2013 dal Consiglio Nazionale in data 6 maggio 2009

2008 - L'onore di presentare Val di Fiemme 2013 Italia, Campionati del Mondo di sci nordico, al Congresso Internazionale della FIS a Cape Town il 29 maggio 2008. E il prestigio di aver vinto. Vai al sito ufficiale

2008 - Testimonial per conto del Governo Italiano al Progetto dell'Unione Europea "Una cordata femminile sul tetto del mondo. 1 luglio 2008"

2008 - Eletta alla Camera dei Deputati del Parlamento Italiano (XVI legislatura)

2006 - Eletta alla Camera dei Deputati del Parlamento Italiano (XV legislatura)

2006 - Sindaco dei Villaggi Olimpici delle Olimpiadi Invernali Torino 2006

2005 - Eletta vice presidente vicario del Comitato Olimpico Italiano (CONI) fino al 2006. Messaggio del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

2002 - Rieletta membro del CIO fino al 2010.
I circa 5.000 atleti che partecipavano alle Olimpiadi Invernali mi hanno riconfermato con il loro voto per altri otto anni, fino al 2010.

1998 - Eletta membro del CIO, prima atleta e donna italiana a ricoprire questa carica dirigenziale internazionale.

1998 - Membro di diritto della Giunta e del Consiglio Nazionale del CONI.

1996 -Presidenza della Commissione Italiana Atleti, fondata in quell’anno dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e voluta dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Fui eletta dagli atleti italiani per due anni e poi riconfermata nel 98 per altri quattro anni. Sono stata la prima atleta in assoluto a ricoprire tale carica.

Come dicevo, queste cariche sono frutto del nuovo ruolo che oggi ricopre l’atleta. Ho sempre impostato la mia attivita’ sportiva credendo che essere atleta non vuole solo dire gareggiare, ma anche occuparsi di diritti e di doveri dell’atleta.

Con il nuovo millennio l’atleta ha iniziato a occuparsi anche degli aspetti organizzativi legati alle gare, e’ attivo quindi anche negli aspetti politici e dirigenziali dello Sport. Come me, 15 atleti di tutto il mondo fanno parte del ‘Parlamento’ dello Sport mondiale. E’ una vera rivoluzione.

Quando si parla di diritti dell’atleta, ci si riferisce, ad esempio, al diritto a partecipare all’organizzazione, compresi i controlli in materia di doping, strutture, questioni tecniche, ambiente, parita’, cultura.

In particolare tra i vari compiti che svolgo, seguo la commissione mondiale su radio e TV, che esamina cioe’ le questioni inerenti i proventi radiotelevisivi delle gare, che sono la parte piu’ consistente delle entrate con le quali il CIO si finanzia.

Con il mio impegno propongo e spero di vedere crescere, una nuova formazione e coscienza del ‘nuovo’ atleta. Stiamo lavorando da poco, ma mi auguro che le cose continuino verso questa direzione.

Per me questo ideale si e’ sempre rispecchiato nel pensiero olimpico, il cui obiettivo e’: “Contribuire a costruire un mondo migliore di pace, attraverso l’educazione dei giovani, nel praticare lo Sport senza discriminazioni di alcun tipo ( sesso, religione, cultura, educazione). Lo spirito olimpico richiede comprensione reciproca con spirito di amicizia, solidarieta’ e fair play”.

Penso sempre alla bellezza di questa universalita’ del pensiero olimpico, al suo simbolo dei 5 cerchi che rappresenta l’essere tutti insieme senza distinzioni.

Io sento fortemente dentro di me il principio olimpico in ogni attivita’ che compio, inclusi i miei nuovi progetti alpinistici.


Il Giuramento

"Granted the honour of becoming a member of the International Olympic Committee and of representing it, and declaring myself aware of my responsibilities in such capacity, I undertake to serve the Olympic Movement to the very best of my ability, to respect and ensure the respect of all the provisions of the Olympic Charter and the decisions of the IOC, which I consider as not subject to appeal on my part, to comply with the Code of Ethics, to keep myself free from any political or commercial influence and from any racial or religious consideration, to fight against all other forms of discrimination and to defend in all circumstances the interest of the IOC and those of the Olympic Movement."